Rilevamento precoce del tumore al seno

Cos’è un tumore?

Il corpo umano è composto da centinaia di tipi diversi di cellule con ruoli diversi e che si comportano diversamente. La vita di ogni cellula è predeterminata dalla genetica. I geni impostano alle cellule come comportarsi, quando devono moltiplicarsi e quando devono morire. Ma quando le istruzioni sulla divisione e la durata di quella cellula sono errate, iniziano a dividersi in maniera incontrollata e ignorano le istruzioni della disposizione reciproca. Succede che un’ “istruzione sbagliata” viene riprodotta in ogni divisione della cellula, che porta ad una divisione cellulare incontrollata. Dal momento che tali cellule possono essere condivise più velocemente di quelle sane, le cellule tumorali possono trasformarsi in un accumulo chiamato tumore. Ci sono i tumori maligni (cancerosi) e benigni, la differenza è che nel caso dei tumori benigni non vengono danneggiati il tessuto adiacente e gli organi.

Dato che il tumore al seno è il tumore più comune nelle donne (il 25% di tutti i tumori nelle donne), questo articolo è dedicato all’importanza di essere consapevoli del proprio seno in modo che il tumore sia scoperto in una fase precoce.

Tumore al seno

Il tumore si verifica e si sviluppa dall’insieme di dotti lattiferi (epitelio del dotto) e lobulo (l’insieme di dotti lattiferi che formano la ghiandola mammaria è noto come lobulo), ed è il tipo più comune di tumori del sono il carcinoma duttale (80%) e lobulare (10%). Il carcinoma al seno può essere invasivo e non invasivo (ductalni in situ karcinom-DCIS i lobularni in situ LCIS).

Il primo cambiamento che indica una crescita accelerata e incontrollata delle cellule è l’iperplasia atipica.

Durante circa dieci anni si sviluppa un tumore non invasivo o carcinoma in situ che non è diventato invasivo e non distrugge il tessuto circostante. Per circa 6-10 anni si forma un tumore invasivo con il diametro di 0,5-1 cm. Un piccolo tumore fino a 1 cm nel 98-99% delle donne si limita al seno, facile da trattare ed si può guarire completamente.

Alcuni dei sintomi che possono essere correlati al tumore al seno:

  • Nodulo – un piccolo nodo che è diverso dagli altri tessuti
  • Modifiche al seno e / o al capezzolo
  • La pelle avvolge i capezzoli
  • Arrossamento della pelle
  • Secrezione dal capezzolo

Fattori di rischio

Esistono diversi fattori di rischio noti che sono indubbiamente legati alla formazione del tumore al seno. I fattori più significativi che aumentano il rischio di tumore al seno nelle donne sono i seguenti:

  • Età – con l’età aumenta il rischio di tumore al seno, il più alto rischio per le donne di età superiore ai 50 anni , a questa età emerge il 75-80% di tutti i tumori
  • Ciclo mestruale – le donne che hanno ricevuto le prime mestruazioni a 12 anni e che hanno il ciclo mestruale dopo i 55 anni hanno un aumentato rischio di sviluppare il tumore al seno
  • Gravidanza – la donna che ha dato alla luce il primo figlio prima dei 25 anni ha il rischio duplicemente inferiore dello sviluppo del tumore al seno di una donna che ha partorito dopo 30 anni.
  • Allattamento – l’allattamento a lungo termine riduce il rischio di tumore al seno (per un anno)
  • Terapia ormonale sostitutiva – (5-7 anni di terapia)
  • Tumore al seno in famiglia – nelle donne la cui madre, zia, sorella, figlia od altri parenti nel primo ginocchio della madre hanno un tumore al seno, il rischio del tumore al seno aumenta di 2-3 volte rispetto al resto della popolazione. In tutti i casi di tumore al seno solo circa il 10-12% può essere associato all’eredità familiare
  • Biopsie precedenti – reperti di iperplasia atipica – aumento del rischio di tumore al seno
  • Il tumore al seno superato
  • Obesità – specialmente nelle donne in postmenopausa, aumenta il rischio di tumore al seno
  • Alcol – il consumo di alcol aumenta il rischio di tumore al seno
  • Attività fisica – almeno 4 ore a settimana di attività fisica riduce il rischio di tumore al seno

Prevenzione del tumore al seno

Siccome non esiste una causa unica e chiara del tumore al seno, non esiste neanche un metodo che una donna possa usare per impedire il suo di sviluppo. Con uno stile di vita più sano, senza alcol, tabacco ed altri farmaci, con attività fisica, controllo del peso corporeo, specialmente dopo le donne in menopausa, possono solo parzialmente ridurre il rischio di questa malattia. È quindi importante che ogni donna impari a prendersi cura del proprio seno e di sé stessa.

Quando iniziare con il controllo

L’auto-controllo implica un controllo periodico di una donna e l’osservazione del suo seno e della fossa ascellare. L’auto-controllo del seno si dovrebbe iniziare all’inizio dei venti una volta al mese. Il controllo è eseguito al meglio all’incirca nello stesso momento del ciclo, poiché il seno cambia durante il ciclo mestruale. Si suggerisce che il controllo si faccia immediatamente dopo il periodo mestruale, cioè dal quinto al decimo giorno del ciclo, quando il seno non è gonfio, dal momento che è più facile rilevare i cambiamenti di forma e dimensioni, e possibilmente la presenza di un nodulo.

  1. Mettetevi di fronte allo specchio, allungate le mani sul corpo e poi sollevatele. Assicuratevi che il seno sia simmetrico e che non abbia recessi o cambiamenti nella pelle del capezzolo.
  2. Circolando con le dita dritte della mano destra cercate di sentire la metà interna del seno sinistro, spostandovi dall’alto verso il basso e dall’esterno verso il centro.
  3. Ora allungate il braccio sinistro di lato, poi guardate la metà esterna del seno, da giù a su e dall’esterno verso il centro.
  4. Premete delicatamente i capezzoli per assicurarvi che non si veda più la secrezione. Se compaiono emorragie, sanguinamento, colore giallo traslucido, rosso-rossastro, bluastro o scarico completo, consultate immediatamente il medico. Allo stesso modo fate il controllo al seno destro.

L’auto-controllo al seno regolare in vari studi non ha mostrato una riduzione della mortalità a causa de tumore al seno, e per questo oggi le linee guida ACI non sono considerate obbligatorie. Il tumore di solito si presenta come nodo superiore o inferiore del seno, ma se è molto piccolo (meno di 0,5 cm) o grande, ma in fondo alla mammella, solitamente non può essere palpato e si deve fare la mammografia. Eppure l’importanza evidente è quella di incoraggiare una donna ad essere consapevole del proprio seno ed a prendersene cura.

Tra i 20 e 30 anni, si consiglia di fare un controllo medico una volta ogni tre anni, e dopo i 40 anni 1 volta all’anno. A quell’età si inizia a fare la mammografia accurata. Nel caso del tumore al seno tra i parenti stretti (sorella, madre, cugine di primo grado) in età più giovane, il primo controllo deve essere fatto 10 anni prima della comparsa del tumore al seno nei parenti.

La mammografia è un metodo radiologico della registrazione del seno che utilizza dosi di radiazioni minime e consente di vedere la struttura interna del seno. La prima mammografia, la cosiddetta. mammografia di base, si consiglia alle donne intorno ai 40 anni, e dovrebbe essere ripetuta ogni due o tre anni. Prima di 40 anni, la mammografia del seno può dare risultati inaffidabili perché dopo i 40 anni il seno cambiam: l’aumento della quantità di grasso (che è nella relazione medica si vede oscuro), e si riduce la quantità di ghiandolare (il colore bianco). Su una superficie scura (grasso), ogni formazione sospetta (bianca) è perfettamente visibile. Per le giovani donne, la massa ghiandolare (bianco) è maggiore della massa grassa (colori scuri), in modo che sul fondo perlopiù bianco l’eventuale formazione può passare inosservata, soprattutto se sono piccoli. La frequenza dei seguenti controlli dipende dai risultati: se è regolare, il controllo si ripete ad un anno a due anni, e se non è regolare, fare i controlli secondo l’opinione del medico.

BI-RADS è un termine sconosciuto all’ampia popolazione. Si tratta della classificazione americana dei livelli della malattia maligna del seno. Espongo qui la classificazione per aiutare le donne che hanno fatto la mammografia, hanno ricevuto l’opinione medica scritta che non comprendono.

  • BI-RADS 0 – per determinare la natura dei cambiamenti è necessario eseguire ulteriori ricerche o confronti con le mammografie precedenti:
    La paziente deve essere indirizzata al trattamento aggiuntivo richiesto per chiarire la natura dei cambiamenti osservati nel seno. Naturalmente, alla paziente si dovrebbe sottolineare di prendere tutte le precedenti registrazioni della mammografia, le registrazioni UZV e le opinioni mediche alla visita di controllo (se ce l’ha).
  • BI-RADS 1 – relazione medica in regola:
    Non c’è bisogno di un’ulteriore elaborazione.
  • BI-RADS 2 – relazione medica dove si evidenzia il tumore benigno (involutivo fibroadenomi calcificazione, calcificazioni multiple di secrezione, cisti olio, lipomi, galaktokel, amartomi, linfonodi intramammari, calcificazione vascolare, protesi, seno distorsione architettonica a seguito di intervento chirurgico al seno):
    Non c’è bisogno di un’ulteriore elaborazione.
  • BI-RADS 3 – relazione medica probabilmente benigna – il rischio di malignità è inferiore al 2% ed è destinata a cambiare nei prossimi sei mesi, ma è necessario monitorarlo
  • BI-RADS 4 – cambiamento sospetto – è necessario un ulteriore trattamento citologico o patologico per dimostrare la natura dei cambiamenti osservati:
    La paziente deve immediatamente fare la puntura citologica oppure la biopsia “core” sotto la supervisione di ultrasuoni o mammografia.
  • BI-RADS 5 – cambiamento sospetto della malignità – il rischio di malignità è maggiore del 94% (quasi certamente un cambiamento maligno):
    La paziente deve immediatamente fare la puntura e far visita al chirurgo al fine di organizzare l’intervento chirurgico.
  • BI-RADS 6 – sono necessarie ulteriore ricerche od un confronto aggiuntivo con mammografie precedenti per determinare la natura dei cambiamenti:
    Cambiamento maligno evidenziato

Ecografia al seno. Dato che per le donne dopo i 40 anni la mammografia non sono un metodo affidabile, è qui che viene utilizzato il metodo di esame ecografico. L’ecografia del seno è una tecnica da onde sonore ad alta frequenza (onde a ultrasuoni) che passano attraverso il seno. Per le donne anziane l’ecografia è una scansione supplementare utilizzata se la mammografia non è chiara o ambigua.

Gli ultrasuoni vengono utilizzati soprattutto per le donne giovani con mastopatia, donne con cicatrici postoperatorie, cicatrici dopo radioterapia, donne con terapia ormonale sostitutiva, così come per le donne con protesi al silicone. L’ecografia si dovrebbe fare una volta all’anno dopo i 35 anni. Tuttavia, i cambiamenti osservati sul seno a volte non possono essere completamente cancellati dalla mammografia o dagli ultrasuoni. In questo caso, si fa la biopsia.

La biopsia è una procedura per prelevare campioni di tessuto per l’analisi microscopica. Esistono diversi modi per eseguire la biopsia al seno. Il modo più semplice è quello di apportare il cambiamento che è possibile toccare, bucare con un ago sottile ed estrarre alcuni contenuti per la scansione con la siringa. Se non si palpa il cambiamento, l’ago viene posizionato sotto il controllo a ultrasuoni in modo che l’ago si trovi nel punto giusto. In questo modo, prende molto poche cellule per l’esame citologico, e per questo l’analisi non è sempre sicuro chiara, ma nella maggior parte dei casi può dire se le cellule sono benigne, sospette o maligne. Se le cellule sono sospette o dannose, sono necessarie ulteriori procedure:

  • agobiopsia ampia (biopsia Core) è un metodo simile dove al posto di un ago sottile viene usato un ago spesso speciale ed un dispositivo per innescare l’ago in modo da raggiungere un piccolo pezzo di tessuto sottile come il tappo. Il campione ottenuto in questo modo è molto più sicuro per l’analisi rispetto all’ago sottile. La cicatrice è minima.
  • La biopsia aperta o biopsia mammaria chirurgica è una piccola operazione dove con l’incisione chirurgica ha adottato una serie di campione di tessuto del tumore o tumore intero, e a scopo di un’analisi microscopica o analisi istopatologica.

Preparato da: M Sc Sandra Milotti Ašpan, psicologa